Friedrich Nietzsche

E' un filosofo il cui pensiero e lui stesso e' sempre stato problematico. Nietzsche e' un problema della filosofia. Di cio' fu consapevole. E' indecifrabile. "Io sono il piu' segreto dei segreti" dice in "Ecce Homo". Critico demolitore di tutto cio' che appariva consacrato nella certezza del sapere. Portare la cultura europea verso la sensazione del nulla, cioe' il nichilismo. Problema: che cosa sostituire alla filosofia, alla morale, alla religione? Non e' una filosofia delle certezze, ma della mancanza di filosofia, morale, e religione, cioe' dell'occidente. Hegel e Nietzsche sono simili poiche' guardano alla storia occidentale con la Grecia come origine, ma mentre Hegel vuole costruire una visione organica del passato, onnicomprensiva, ottimistica, in Nietsche abbiamo un processo di ristrutturazione dell'occidente, dominato dal sospetto che cio' che era ritenuto buono, vero, e santo non fosse ne' buono, ne' vero, ne' santo. Il mondo occidentale e' avvelenato all'origine, da Socrate. La filosofia di Nietzsche e' una filosofia critica. "Io non sono uomo, sono dinamite". L'occidente  arrivato al suo termine. Nietzsche e' entrato nella coscienza contemporanea. Ma cosa sostituisce a cio' che ha distrutto? La filosofia di Nietzsche e' di carattere profetico. "Soltanto fra 200 anni verra' capito cio' che dico".
Nietzsche rimane tuttora un enigma. Diverse interpretazioni di Nietzsche:
- In senso edonistico (il Superuomo e' uno che si ribella ai condizionamenti di ogni genere). Tuttavia il Superuomo e' anche un personaggio tragico. Non e' solo un individualista, ma va oltre se' stesso, si trascende, rischiando.
- Insistendo sulla volonta' di potenza, che Nietzsche aveva introdotto soprattutto in funzione dell'eterno ritorno, si arriva alle interpretazioni che giustificavano la politica imperialistica e nazionalistica della Germania. Ma lo stesso Nietzsche in "Ecce Homo" chiama il nazionalismo, e in particolare quello tedesco, la "malattia mortale" che va contro la civilta'. "Germanesimo e
cristianesimo sono una doppia specie di ipocrisia".

"La nascita della tragedia dallo spirito della musica"
Allora era professore di filologia a Basilea. Ma non e' un'opera di filologia ma di filosofia. E' una riflessione sul mondo greco alla luce della tragedia. Il sospetto di Nietzsche: E' davvero reale questa armonia greca? Oppure e' solo forma fenomenica, un apparire, mentre in realta' al di sotto vi e' lo spirito della tragedia, della lotta, del caos.
- Spirito dionisiaco
- Spirito apollineo
Dioniso e' il dio tragico, non conosce regole e segue soltanto il gusto di vivere. Apollo e' la forma esterna, la legge, l'armonia. Dioniso e' brutto. Apollo e' bello. Dioniso ama e odia. Apollo e' serenita'. Ma questa serenita' ha le sue radici nel tartaro profondo. Questa impostazione risente dell'influsso di Schopenhauer e Wagner. Nietzsche amava Schopenhauer per aver trovato il vero noumeno, la volonta' cieca. Nella sua prima opera Nietzsche opera una metafisica estetica. Dioniso rappresenta il profondo. Nietzsche vede Eschilo e Sofocle come i veri autori tragici. Euripide e' una razionalizzazione della tragedia. Dioniso di per se' e' informe. Il vero dissidio non e' tra Dioniso ed Apollo ma tra Dioniso e Socrate. Socrate e' il razionalista che si pone il problema del bene e del male. Socrate e' inventore del concetto, maschera primordiale. Socrate non ama la vita, ha represso lo spirito della vita. Sulla linea socratica si sono sviluppati il platonismo e il cristianesimo. Successivamente Nietzsche si distacca da Schopenhauer che alla fine rinuncia a vivere la volonta' pienamente e propone l'ascesi mistica. Per Nietzsche il mondo apolliineo, ordinato, armonioso, scaturisce dallo spirito dionisiaco, e' una parte della realta'. Il male originale e' di aver tolto il dualismo dionisiaco-apollineo e di aver introdotto il concetto. Dioniso ed Apollo si integrano. Il vero contrasto e' tra Dioniso e Socrate. Dioniso e Apollo si integrano mediante l'intuizione artistica, estetica. L'opera si chiude con l'esaltazione del genio che opera l'intuizione. Alla fine l'arte e' un gioco, come aveva detto Eraclito, stimato da Nietzsche perche' propone il divenire continuo. Il divenire non e' destinato a concludersi. La creazione del mondo e' simile al gioco del bambino sulla spiaggia. Il gioco non ha finalita'. Il gioco ha in se' la natura del cambiamento. Il gioco e' creativo. Non ha regole il gioco del bambino, che e'
anche innocente. Nietzsche parla dell'innocenza del divenire. Innocenza cioe' fare indifferentemente dal punto di vista morale ogni cosa.

In seguito Nietzsche critichera' la sua prima opera ("puzza di hegelismo"). Dopo quest'opera si avra' la svolta illuministica di Nietzsche, cioe' il distacco da Schopenhauer e Wagner. "Considerazioni inattuali", "La gaia scienza" e "Umano, troppo umano". Distacco dal romanticismo di Schopenhauer e Wagner in nome di una razionalita' scientifica. Critica, come Schopenhauer, ogni forma di accademismo, contro i professori di stato. Critica l'ascetismo di Schopenhauer, in quanto e' la rinuncia a se' stessi e alla vita. "Bisogna vivere la terra" come dira' Zarathustra. Wagner era stato visto da Nietzsche come colui che nella sua musica aveva fatto rivivere lo spirito dionisiaco. Successivamente pero' gli appare come un autore decadente, quando il musicista tento' di istituzionalizzarsi nella nuova nazione germanica. Individua nella cultura germanica l'elemento di cui liberarsi: lo storicismo. Bisogna liberarsi dal peso della Storia. La Storia non e' maestra di vita. Lo storicismo e' chiamato la malattia storica, che puo'
portare al nazionalismo.
- Storia antiquaria
- Storia critica
- Storia monumentale
Storia antiquaria e' esaltare l'antichita'. I nostalgici del tempo passato. Non c'e' continuita' nella storia antiquaria. Le nazioni cercano gloria nel passato. La Storia critica  valuta il passato in rapporto al presente. Critica il passato, la maschera. La Storia monumentale e' la storia che guarda al futuro. I monumenti sono i libri, le biblioteche, monumenti della cultura, non sono le statue.

Nietzsche matura l'idea dell'annuncio da dare all'umanita', soprattutto nell'opera "Cosi' parlo' Zarathustra". I temi principali sono: la morte di Dio, le tre metamorfosi, l'eterno ritorno e la volonta' di potenza. Il compito di Zarathustra e' quello di annunciare il Superuomo, ed anche la morte di Dio, come condizione per il Superuomo. Questo tema era gia' stato trattato ne "La gaia scienza", nella quale l'uomo folle annuncia la morte di Dio. Il senso del nulla dopo che gli uomini hanno ucciso Dio lascia capire che Dio in un certo senso era necessario. Se noi uomini siamo stati capaci di uccidere Dio bisogna rendersi
degni di questa azione, riempire il vuoto lasciato dalla morte di Dio e diventare noi stessi dei. L'uomo uccide Dio con la sua indifferenza. L'uomo che uccide Dio e' l'uomo del mercato, e' l'uomo nella sua ignoranza, nella sua piccolezza. Tuttavia dice il folle, e dira' Zarathustra: "Sono venuto troppo presto". Ci sono teologie della morte di Dio, cioe' che si pongono il problema
della presenza-assenza di Dio nella Storia, nella vita dell'uomo. "Se ci sono gli dei, io non potrei sopportare di non essere Dio". La filosofia di Nietzsche la bramosia dell'uomo di essere come Dio, ma non potendo esserlo, lo uccide. Distruzione della trascendenza. Non si tratta di affermare che Dio esiste, ma come mai gli uomini hanno affermato che Dio esiste. L'idea-Dio da dove e' scaturita? Si afferma che Dio ama gli uomini perche' li ha creati, invece e' l'uomo che crea Dio e percio' lo ama. Ogni creatore ama la sua creatura. Dio nasce dall'esigenza di superiorita' dell'uomo. L'altruismo e' una forma camuffata di egoismo. Bisogna svelare la maschera, bisogna  eliminare i riferimenti metafisici. La maschera e' l'altruismo del fatto. Il volto e' dietro la maschera. Chi afferma la bellezza dell'anima non puo' affermare la bellezza visibile. "Dove voi vedete l'ideale io vedo qualcosa di umano, ahi, troppo umano". La morale e' fatta da chi non puo' per legare in leggi chi puo'. La morale nasce dallo spirito delle tarantole. Morale degli schiavi: gli schiavi creano la morale per il padrone. "L'uomo e' una corda tesa tra la bestia e il Superuomo". Riprende Pascal: carattere di passaggio dell'uomo. L'uomo che va oltre se' stesso va al di la' di se', si inoltra nell'Oltreuomo.

Le tre metamorfosi: spirito --> cammello --> leone --> fanciullo.
Il cammello e' l'uomo che porta il suo fardello, organizza la sua vita secondo precetti stabiliti. Il leone e' l'allegoria della forza, della liberta', ma liberta' negativa. E' liberta' da... Ma non e' liberta' di... Il leone e' legato alla sua forza. Il leone diventa bambino. Il bambino e' lo spirito creatore, il bambino e' innocente, e' libero di...
                        attimo presente
                                -->
                 futuro   (         )   passato
                                <--

Per ogni istante passa tutto il tempo. Il futuro diventa passato. E' un'eternita' che riproduce sempre se' stessa. E' come un dramma che si ripete continuamente. Non sono gli eventi diversi, ma sono gli elementi che lo compongono, i personaggi del dramma cambiano. Mentre cio' che e' infinito non ha ne' passato ne' futuro, nella concezione circolare cio' che e' passato ora, puo' diventare futuro. Solo nella concezione circolare del tempo si puo' affermare la volonta' di potenza. E' l'uomo che si deve elevare al di sopra del tempo. Come puo' l'uomo dominare il tempo, gli eventi che non crea? Trasformando il concetto di causalita' non secondo causa-effetto, ma facendo della causalita' un atto di volonta'. Nietzsche estende la formula del volere al passato e al futuro. Io volli che fosse cosi'. Io voglio che sia cosi'. Io vorro' che sara' cosi'. Se dico voglio nell'attimo presente, e' come dire ho voluto, e vorro'. E' come Dio che crea la luce "Voglio la luce" anche per il futuro. Attraverso la consapevolezza del volere l'uomo si pone come padrone della Storia perche' finge che cio' che e' avvenuto e' avvenuto per sua volonta'. Il Superuomo dice: io vorrei che la Storia fosse cosi' com'e'. In questo modo ha potere sulla Storia. Riconciliarsi dell'uomo con il corso della Storia. La virtu' principale del Superuomo e' l'amor fatui. Detto popolare: "Fai della necessita' virtu'". Il Superuomo e' l'eroe tragico che ama cio' che lo aveva sconfitto e che lo sconfigge. E' una forma di difesa.


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