Karl Marx

La filosofia diventa forza politica. Critica di carattere pratico: la filosofia deve trasformare il mondo, finora lo aveva soltanto interpretato. Bisogna fare una filosofia pratica: attidudine della filosofia a guidare le masse, a diventare la testa del proletariato. Marx individua il proletariato come forza rivoluzionaria. Il marxismo diventa filosofia del popolo. Nonostante sia caduto il comunismo il marxismo resta uno dei piu' forti stimoli dell'animo per la liberta'. Resta il carattere umanistico. Tuttavia i progetti e le previsioni di Marx (caduta del capitalismo) non si sono verificati, la rivoluzione avverra' in paesi non capitalisti come la Russia, la Cina, Cuba. Le societa' comuniste non sono riuscite a costruire il benessere economico. Crollato il comunismo resta comunque la filosofia di Marx e il suo intento di liberare l'uomo dalle sue alienazioni. L'alienazione: e' un termine gia' incontrato in Hegel e in Feuerbach. Per Marx l'alienazione e' una situazione storica non adeguata alla natura dell'uomo e che deve essere superata. Le situazioni storiche sono alienanti: si cerca di superarle. La poverta', la malattia, il non essere libero sono alienazioni che vanno superate in gruppo. E' necessario il gruppo, il movimento. I mezzi per superare l'alienazione non sono pienamente volontaristici. Marx individua il corso storico delle rivoluzioni: storicismo di Marx. La rivoluzione e' rivoluzione di classe. Marx condanna le rivoluzioni di tipo utopistico (Mazzini, Bakunin). La rivoluzione deve cogliere il momento storico giusto per attuarsi. No alla rivoluzione per forza, a tutti i costi. La filosofia idealistica tedesca portata dal cielo sulla terra deve guidare il proletariato. Il proletariato deve assumere la coscienza di classe. Il proletariato fa la rivoluzione per autosopprimersi. Dialettica di tipo hegeliano. Soppressione della dipendenza economica, politica e sociale di un uomo su un altro uomo. Eguaglianza sociale ed economica.
Vari tipi di alienazione:
L'alienazione del lavoro e' la prima alienazione, che fa nascere tutte le altre.

Il concetto di trasformazione trae origine dalla distinzione che la sinistra hegeliana fa tra reale ed esistente. La situazione alienante  non e' reale, ma esistente. La rivoluzione proletaria rappresenta una palingenesi dell'umanita'. Il traguardo ultimo e' il comunismo come fine della storia. Marx non definisce la natura umana per non cadere nella metafisica.
Materialismo storico-dialettico di Marx: il materialismo non e' inteso come quello tradizionale. Il materialismo di Marx consiste nel mettere come principio origine dell'uomo gli elementi concreti che permettono la vita: il mangiare, il bere. Rovesciamento dell'hegelismo: antitesi tra idealismo hegeliano e materialismo di Marx. "Non si vive come si pensa, ma si pensa come si vive", "L'uomo non mangia la frutta, l'uomo mangia le mele, le pere, le arance" - la frutta e' il concetto. L'uomo e' naturalmente determinato e definito dai bisogni. Se la vita e' un processo naturale puo' essere soddisfatto solo da cose naturali. L'uomo passa dall'inerzia naturale al lavoro, mediante il quale si caratterizza come uomo, supera il suo essere animale. Ma il lavoro determina la divisione in classi. Si determinano le conflittualita' dei rapporti tra le classi.
La storia:
I - base --> struttura --> rapporti di produzione (di classe)
                                --> strumenti di produzione (mezzi, macchine, lavoro)
II - sovrestruttura - ideologie --> istituzioni (famiglia, stato, chiesa)
                                             --> cultura (diritto, morale, religione, lettere, arte, filosofia
Chi possiede i mezzi di produzione ha un potere sugli altri. I rapporti di produzione sono rapporti di classe tra classe dominante e classe dominata. La sovrastruttura deriva dalla base, dalla struttura.
Man mano che la classe dominata prende coscienza della sua forza e' in grado di condizionare la classe egemone.
Quando la classe egemone non e' piu' in grado di controllare la produzione si determina una crisi, che e' la condizione favorevole per la rivoluzione, come momento dialettico. Le sovrastrutture devono essere alla portata del proletariato. Con la rivoluzione si abolisce la divisione in classi e la proprieta' dei mezzi di produzione. Si elimina la distinzione tra base, struttura e sovrastruttura.
Che rapporto c'e' tra struttura e sovrastruttura? La struttura determina la sovrastruttura, che pero' conserva una certa indipendenza. Tutto cio' che e' sovrastrutturale e' alienante. Tutto cio' che e' ideologia e' qualcosa che cerca di spiegare razionalmente la situazione esistente e di giustificarla, giustificare la divisione in classi e le altre ingiustizie.

L'importanza dello storicismo di Marx sta nella grande rilevanza che da' all'economia e al lavoro. L'uomo nel lavoro si distacca dagli animali e produce se' stesso. Per Marx il lavoro non e' una forma di autocoscienza, come era per Hegel. Gli economisti classici (come A. Smith) avevano avuto il torto di considerare il lavoro, il profitto in termini puramente matematici senza tenere conto dell'alienazione del lavoro, che la filosofia tende ad eliminare mediante l'abolizione delle classi e la creazione di uno stato di ugualglianza --> socialismo, comunismo
Il comunismo si sintetizza nell'abolizione della proprieta' privata (dei mezzi di produzione), abolizione della proprieta' borghese. Ma come si giustifica? La proprieta' per Hegel e' il fondamento della liberta'. La piccola borghesia non e' l'oggetto dell'attacco di Marx perche' e' gia' attaccata e oppressa dalla grande borghesia capitalista. Cio' che e' proprieta' privata non e' realmente privato ma privatizzato. Marx contesta il fatto che una fabbrica possa essere privata. Lo contesta per il concetto: il capitalismo in se' non ha un carattere individualistico ma sociale, gli investimenti si fanno in societa'. La ricchezza capitalistica ha un carattere sociale, va contro il concetto di privato. Il capitale ingabbiato nella borghesia capitalistica viene liberato e riacquista il carattere sociale perduto. Ma non deve essere un capitalismo di Stato come e' stato in Unione Sovietica.

Analisi dell'accumulazione capitalistica: e' trattata da Marx nel "Capitale", la sua opera maggiore.
Il socialismo scientifico si oppone al socialismo utopistico e al socialismo borghese, cioe' il liberalesimo riformista, che impedisce la rivoluzione. Marx mette in guardia da questo tipo di riformismo. La teoria di Smith prevede che lo stadio capitalistico sia lo stadio ultimo e inoltrepassabile della Storia. Errore storicistico dell'economia classica. Per Marx e' soltanto un momento della storia economica, un momento alienante che deve essere superato proprio dall'antitesi che il capitalismo ha creato, il proletariato.
I concetti fondamentali sono ripresi da Marx dall'economia classica: il valore della merce si divide in valore d'uso (valore soggettivo di chi compra la merce, non spetta al vendtore determinare l'uso da fare con la merce) e valore di scambio, cioe' il valore di mercato, oggettivo, non puo' essere stabilito soltanto dal produttore. L'elemento comune che determina il valore reale della merce e' il lavoro. Per Marx e' piu' precisamente il lavoro socialmente necessario: e' l'insieme della societa' che a seconda del progresso tecnologico e delle condizioni di lavoro determina il valore della merce. Il lavoro produce merce di scambio finalizzata all'uso ma non e' l'uso che determina il valore.
In un'economia di scambio possiamo evidenziare la formula: Merce - Denaro - Merce (?)
Il denaro svolge la funzione di mediazione.
In una forma capitalistica la formula e': D - M - D1 dove D1 = D + I(D)  (I(D) e' l'incremento --> plus-valore)
La finalita' del capitalismo e' il denaro. L'analisi di Marx spiega come avviene l'incremento di capitale. Come si determina il plus-valore? Al plus-valore deve corrispondere un plus-lavoro che lo determina. La forza lavorativa e' quello che possiede l'operaio per vivere. La forza lavorativa diventa merce: ha un valore d'uso e di scambio. Marx qui si rifa' a Smith: il valore di scambio della forza lavorativa e' il costo del mantenimento in vita dell'operaio, e' il lavoro socialmente necessario per mantenere la forza lavorativa.
Per stabilire il salario bisogna operare cosi':
spese: [365 (giorni) + 52 (settimane) + 12 (mesi) + 1 o 2 (anni) ] / 365 = costo giornaliero della forza lavoro
L'operaio lavora per 12 ore (per riprendere le forze nelle altre 12) ma se l'operaio fa il suo lavoro in 8 ore le altre 4 ore costituiscono un plus-lavoro che va esclusivamente a vantaggio del capitalista. Si tratta di un lavoro non pagato. Marx non fa il moralista ma si limita ad evidenziare il meccanismo del capitalismo. La merce e' del tutto estranea a chi l'ha prodotta. Il lavoratore, l'operaio, compra il prodotto che lui stesso ha contribuito a produrre. In realta' nei regimi comunisti il plus-lavoro non e' mai scomparso, ma e' andato a vantaggio della comunita'.
Due conseguenze del plus valore:
rendita --> consumo
profitto --> investimento nell'impresa
Due tipi di capitale:
Il capitale costante: la fabbrica, i macchinari. Tanto piu' diminuisce il costo del lavoro tanto piu' aumenta il capitale costante. Il costo del lavoro e' quante ore lavorative l'operaio impiega per pagare il suo salario.
Il capitale variabile sono gli operai. La disoccupazione non e' dovuta solo alla crisi delle industrie ma anche al lavoro delle macchine che sostituiscono l'uomo. La macchina mangia l'uomo nella rivoluzione industriale perche' gli sottrae lavoro. Lavorare anche nei giorni festivi per Marx e' assurdo, ma la rovina del capitalismo sta nella sua sfrenata avidita' di plus-lavoro. La crisi del capitalismo e' quando il mercato non riesce ad assorbire l'offerta dei prodotti perche' la societa' non ha denaro che e' concentrato nelle mani di pochi padroni. La crisi del capitalismo sara' il momento propizio nel quale attuare la rivoluzione. Il capitalismo e' come una piramide che poggia su un vertice --> non si regge. In equilibrio per molto tempo, bastera' una piccola scossa per farla cadere. La rivoluzione proletaria non sara' uno spargimento di sangue. Tuttavia l'obiettivo primo e' la conquista del potere politico, anche con la violenza. Allora si attua la dittatura del proletariato, che opera l'esproprio della proprieta' privata --> continua la rivoluzione in modo pacifico. Tuttavia questa fase deve portare al vero e proprio comunismo, in cui lo stato e' ridotto a pura macchina amministrativa. Nella societa' comunista il lavoro sara' collettivizzato, sara' un lavoro piacevole, una societa' di uomini perfetti, santi, si perdera' il carattere di individualita', in senso comunitario.


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