ascanio borga

 
PERIPHERAL VISION
(CD-R 2007)

Tracklist:
01 - Emergence (7:13)
MP3 (9,9 Mb)
02 - Floating sequence (8:19)
03 - Cloudlike (7:24)
MP3 (10,1 Mb)
04 - Everything inside (5:25)
05 - Discovery (8:14)
06 - Forgotten medicine (11:15)
07 - The big sleep (10:45)
Entirely improvised live in studio on a treated guitar, this album is very quiet and introspective, there is no rhythm at all, no structure, nor even struck notes, everything is distant, reverberated, stratified, smooth and slowly evolving: peripheral vision is a personal exploration of hidden psychological textures of harmony and sound.



Recorded in September 2007 at v2k studio Portable Facility (Verona).
Mastered in October 2007 at v2k studio (Rome) and at v2k studio Portable Facility.

AB - Guitar
All music, cover concept & design by AB.

Thanks: Darren Bergstein (e|i mag), Jerry Kranitz (Aural Innovations), Chris Downton (Cyclic Defrost), Piero Scaruffi, Frans de Waard (Vital Weekly), Stephen Fruitman (sonomu), Stefan Knappe (Drone Records), Andrea Penso (Cold Current Productions), Alberto Clara (sinewaves.it), Artemi Pugachov, muzik.alutis, Andrea Buratta (RomaStyle.info), Marc Urselli-Schaerer (Chain DLK), Andrea Ferraris (Sands-zine), Edoardo Gagliardi (Rockerilla), Andrea Marutti (Afe Records)

This album is dedicated to my mother.



"Peripheral Vision", CD-R che porta la firma di Ascanio Borga, cela 60 minuti di allestimenti sonori per ambienti siderali, sette strumentali allungati fra carezzevoli correnti minimal music, lambiti da drones
evaescenti e nuclei di armonie stratificate per chitarra. Piu' che un compositore in senso stretto l'artista romano e' un tessitore di atmosfere, un predatore di luci ed ombre che ricerca tra spazi acustici d'immateriale bellezza, attraverso le corde riverberate del su strumento preferito, e le iridescenze che
dipinge come ologrammi nell'etere.

Aldo Chimenti - Rockerilla (7/10)


Era da un po' di tempo che non sentivo menzionare Ascanio Borga, tanto che dopo qualche comunicazione saltuaria della sua mailing list mi domandavo se stesse facendo uscire nuovo materiale. Ed ironia della sorte (o più che altro, gioie della tempistica) eccolo di ritorno con questo nuovo “Peripheral Vision”. Se la costante con il lavoro che lo precede è sempre quella della natura ambientale del disco, direi che fra “Bad Ground” e “Peripheral Vision” a livello di atmosfera si passa dalla notte al giorno, infatti le atmosfere dark ambientali dello scorso episodio lasciano il campo alla luce. Borga si arma di chitarra e va in droning e fin qui potrebbe confondersi con i millemila gruppi ormai calati nel genere vuoi grazie a questo o a quel musicista, la differenza sta tutta nel gusto e credo in quello che un anglofono inserirebbe nel ‘know how’ visto che il musicista romano sembra avere un orecchio molto allenato. L'accostamento più facile che nel quale potrei cadere è quello degli Stars Of The Lid anche se per fortuna “Peripheral Vision” non è così palloso (sulla classe del gruppo texano comunque non discuto). Psichedelia quindi? Non so, semmai parlerei di music ambient-drone che in altri tempi mi sarei aspettato per etichette come la Kranky o simili. Melodico, sognante sì, ma se c'è una cosa che rimane dal primo disco di Borga è una bella base di malinconia. Un'ora di musica su un disco che seppur molto omogeneo (beh!, la cosa è voluta) è frammentato in tracce e saliscendi sufficientemente dosati cosicché si arriva alla fine del disco senza venirne sopraffatti, cosa che spesso non accade neppure con molti mostri sacri del genere per i quali l'ascolto diventa quasi una gara di resistenza. Marzullo avrebbe detto ‘la musica è un sogno o i sogni aiutano a fare musica del genere?’, bella domanda a cui vi demando la risposta, per il resto direi molto più semplicemente che mi inquadra bene questo bel lavoro di Borga.

Andrea Ferraris - Sands-zine


Il ricordo di una emersione. L'ascesa verso la luce rosea e avvolgente di un'alba dopo una lunga notte, un risveglio nelle profondità del mare mentre si lievita raggiungendo i raggi di luce che trapassano la superficie lontana.
Il ricordo di un fluttuare nelle profondità di sé mentre si è trasportati verso l'alto dalla propria massa corporea. Qualcosa che fa pensare alla morbidezza delle nuvole e alla loro vastità. Una viaggio a ritroso che riporta la coscienza a quel momento prima di essa, quell'attimo in cui scopriamo di venire al mondo. L'angoscia di uno spazio chiuso e insieme lo stupore del movimento e della generazione .
L'inizio del sonno. Quello spazio crepuscolare tra la paura di perdersi e la leggerezza dell'abbandono. L'esperienza che si prova e si dimentica nello stesso momento in cui si cade addormentati.

Filippo Proietti


Exactly one year ago, we reviewed the first three releases by Italy's Ascanio Borga (see Vital Weekly 550), even when those releases were quite old already. On his fourth release, 'Peripheral Vision', he continues to explore the vast area of ambient music. The previous lot showed he was capable of producing various forms of ambient, cosmic in one, more industrial in the other two, but here he goes out, all the way into the 'real' ambient music. Heavily textured music, all played on a guitar, but he could have fooled me. I assume this all goes through a whole bunch of computerized environment (I don't know why I think so, but Borga has 'a formal background in mathematics and works in the software industry', maybe that's why). It shares common ground with the work of Vidna Obmana (mid nineties) and whatever was released by Hypnos (also in the same period). It makes this music heavily dated, but that's not really a big problem. To re-new the music area of ambient is not necessary, if not impossible, but in general it's also not of concern for those who play ambient, like Borga. His goal is deliver an hour worth of music that creates a beautiful environment for the listener and as such he succeeds wonderfully well.

Frans de Waard - Vital Weekly 600


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