LIQUID SYMMETRIES (CD-R 2002)
Tracklist: ascanio borga - synths, electric guitar, slide guitar, electric bass, piano, samples, drones assembled and edited at v2k studio in 2001-2002 using recordings from 1997 to 2001 mixed in 2002 by ascanio borga mastering - v2k studio all music composed and performed by ascanio borga photographs and sleeve design by ab |
Liquid Symmetries was recorded just a year or so later, Borga succumbing more
easily to Kosmische temptation. Percolating sequencers make up the main
course here, flowing like molasses throughout the course of the album, though
he hasn’t completely given up the atmospheric ghost:
“Destination: Frozen” scuttles both psyche and skin well enough,
while the cricket chorus and stalled church bell resonances of
“Shifting Landscape” subtly infect the disc’s DNA with
markedly powerful results.
(...) 'Liquid Symmetries' is from a year later and is
apparentely entirely improvised. Long pieces, all in the range of eight to
fourteen minutes of slowly shifting material, many with some vague traces of
an acquatic theme, with slowed down bubbling sounds, either from samples
sources of water sound, but heavily processed in the world of sound effects.
Highly ambient, but with a healthy dose of experimentalism.
(...) Pur alludendo al cuore color pastello che si cela
in ciascuno dei robot che camminano seriosi per le nostre strade, Borga
è consapevole che nella nostra società post-umana è
troppo tardi per i romanticismi. Ma, certo, le storiche copertine di Roger
Dean sembrano assai più appropriate per liriche spaziali come "Liquid
Symmetries" che per l'osceno esibizionismo tecnico degli Yes. L'astrazione
dei timbri rievoca i momenti più filmici di Real Life e del primo
Journeyman; altri brani riecheggiano le solitudini metafisiche e la spietata
alienazione delle uscite su Cold Meat Industry, depurate della disperazione,
dei compiacimenti morbosi e degli eccessi autoerotici dell’artista
tenebroso e maledetto. Le movenze e i processi sonori espressi in questi cd
sono altamente tecnologici, non si sporcano le mani con la ferramenta pesante
né si ammantano del tono gotico, cardini della musica industriale
tradizionale. Al contrario, si attraversano veli leggeri, evanescenti, e le
lunghe stasi ("Destination: frozen", "Beyond") sono un'attesa più che
un'angoscia. Un'attesa, la visione di un mondo a venire, dove l'ascoltatore,
investito della funzione di ambasciatore del genere umano, si addentra passo
dopo esitante passo, in un ambiente sconosciuto ma rassicurante –
parallelo alle distese di Biosphere, ma privo dell'alienante deserto
relazionale del norvegese. Piccole luci, avvolgenti nebbie, minute presenze
animali sembrano creare un ordine nuovo nel quale l'uomo potrà
finalmente risplendere delle proprie virtù, invece di proclamare il
proprio fango, come è ora costume. Nei primi tre minuti di "Dream
Scape" Borga è addirittura riuscito a condensare l'intera ora di
"Music for Airports", prima che il brano gli sgusciasse elicoidalmente dalle
mani per aprirsi a ventaglio in una trasfigurazione luminosa degna di
un'estasi mistica: il suo momento più felice, finora. (...)
Secondo CD-R di Ascanio Borga, che senza discostarsi
troppo come stile e sonorità da quanto già ascoltato in "Inner
Geometry", propone stavolta sette nuovi brani che permettono quanto meno di
approfondire ed estendere in direzioni un po' più variate il discorso
musicale intrapreso nella prova precedente. La title track "Liquid
Symmetries" ci presenta il suono di una bella chitarra elettrica trattata
miscelata a ben congegnate trame di sequencer, il tutto sovrapposto a fondi
di pads sintetici e alcuni suoni elettronici. Segue il lungo "Underwater",
brano che, come il titolo lascia intendere, descrive abbastanza efficacemente
oscuri e profondi paesaggi subacquei attraverso miscele di suoni cupi ed
ovattati e classici movimenti "ad onde". "Destination: frozen" descrive
ancora atmosfere oscure ed ossessive, seppure in questo caso d'impronta
evidentemente più terrena... Sempre a base di statiche sonorità
ambient i seguenti "Shifting Landscape" e "Marsh Sanctuary", brani nei quali
però emergono in modo più evidente accenni melodico-musicali, e
dove compaiono suoni naturali di cicale e uccelli di sottofondo che in
realtà sono (purtroppo) riconoscibili preset di noti e diffusi
sintetizzatori digitali. Segue quindi "Beyond", altro brano d'impronta oscura
piuttosto semplice nella forma, tutto costruito su onde di suoni sintetici e
basse frequenze, e ancora "Dreamscape", brano di chiusura in cui compaiono
momenti sicuramente meno riusciti, come la parte introduttiva a base di
comuni suoni di pads, cori sintetici e note di pianoforte, e parti certo
più efficaci, come ad esempio laddove emerge in primo piano il suono
di una bella chitarra elettrica trattata, che dona al brano un senso di
grande "apertura" e spazialità, nonchè una certa suggestione.
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