E’ fuor di dubbio che da DEAD MAN in poi il cinema di Jarmush sia profondamente cambiato, abbandonando nettamente il minimalismo di inizio carriera a favore di un cinema più ricercato e complesso. Eccezion fatta per il recente COFFEE & CIGARETTES, film peraltro realizzato nel ‘primo periodo’, DEAD MAN, GHOST DOG e BROKEN FLOWERS sembrano muoversi lungo uno stesso percorso poetico, sempre più incentrato su una visione onirica mortifera e crepuscolare. Questo suo ultimo BROKEN FLOWERS appunto non fa eccezione. Nonostante la sua apparente natura di commedia on the road, la leggerezza dei toni e l’impassibilità tragicomica indossata dal ‘Don Giovanni’ interpretato da Bill Murray, l’intera pellicola sembra nascondere un vuoto incolmabile, scandito sempre da reiterate dissolvenze in nero che non fanno altro che dilatare lo scarto tra detto e non-detto, vissuto e non-vissuto (intendendo in quest’ultimo caso la costante implosione di emozioni e gesti). Il viaggio a tappe intrapreso da Don, alla ricerca del presunto figlio ventenne e dell’ipotetica madre, procede sommessamente attraverso ambienti e territori che per lui si fanno alieni, incomprensibili e ‘ostili’, abitati da figure femminili molto più simili a fantasmatiche presenze subcoscienti, che a personaggi interagenti. L’indagine di Don si rivela così condannata inevitabilmente a un senso di irresolutezza, a una struggente malinconia 'impalpabile', che riesce a emergere soprattutto in quei passaggi meno 'scritti' drammaturgicamente e quindi più 'liberi' (impalpabili, appunto). La terribile e allo stesso tempo meravigliosa nostalgia del tempo perduto risiede allora in particolari veloci, sfuggenti, quasi sempre trattenuti: nelle rughe delle bellissime donne amate, nell'intensissimo pianto quasi 'inespresso' davanti a una lapide poco prima di un temporale, nell'abissale spaesamento dipinto sul volto di Murray alla fine del film. Prima o poi la resa dei conti arriva per tutti, sembra volerci dire Jarmush, ma anche quando arriva forse avrà sempre l'amarezza dell'appuntamento eternamente rimandato.