Questo libro consiste in un’efficace disamina, succinta e schematica,
delle principali innovazioni avvenute nella matematica moderna durante
il XX secolo.
Il libro e’ diviso in cinque capitoli, fondamenti, matematica pura,
matematica applicata, matematica al calcolatore e problemi aperti.
Odifreddi, abile divulgatore, dotato di erudizione
nonche' di uno stile brillante e spiritoso, trova
un giusto equilibrio tra dettaglio tecnico e scorrevolezza divulgativa,
ed il suo stile riesce a condensare in poche pagine una grande
quantita’ di informazioni.
Nelle prime pagine viene effettuata una sintesi del problema dei
fondamenti della matematica, ovvero l’ambizioso progetto di riduzione
della matematica a pura logica, che e’ stato l’obiettivo della teoria
degli insiemi. Questo programma fu al centro anche di uno dei famosi
problemi di Hilbert del 1900, per poi arenarsi bruscamente nel 1931 a
causa del Teorema di Incompletezza di Godel, che stabilisce l’esistenza
di proposizioni indimostrabili in ogni sistema formale coerente, ed
esclude la possibilita’ di dimostrare la coerenza di un sistema logico
all’interno del sistema stesso. Da queste ceneri e' nato
successivamente l’approccio “fondazionale” Bourbakista (dal nome
collettivo Nicolas Bourbaki usato da un gruppo/setta di matematici
francesi
degli anni 1930), che poneva maggiore enfasi sull'astrazione fine a se'
stessa e di conseguenza sulle strutture formali di base che si
incontrano in matematica (algebriche, d’ordine, topologiche). In
seguito con la teoria delle categorie (derivata dall’approccio
bourbakista) si e’ cercato di trovare un denominatore comune alle varie
strutture, giungendo appunto al concetto di categoria, grazie al quale
e’ possibile arrivare ad una nuova classificazione degli enti
matematici (la
teoria delle categorie e’ in un certo senso una generalizzazione della
teoria degli insiemi).
Inoltre viene riportato un tentativo completamente diverso, noto come
lambda calcolo (sviluppato dal logico Alonzo Church sempre negli anni
1930) il quale, non essendo espresso in termini di logica classica
(cioe’ di teoremi veri o falsi), ma esclusivamente sul concetto di
funzione, ha il
grosso vantaggio di non essere formalmente soggetto alle limitazioni
del Teorema di Godel. Questa teoria tuttavia non si affermo' subito ma
soltanto qualche decennio dopo (negli anni 1980) come fondamento
teorico di una branca moderna della matematica,
ovvero l’informatica.
Nel capitolo successivo, dedicato alla matematica pura, si parte da
argomenti ormai classici ed ampiamente assimilati dalla matematica
moderna come la teoria della misura di Lebesgue (1902) e il teorema del
punto fisso di Brouwer (1910), e passando per altri lidi, noti per lo
piu’ agli specialisti, come la teoria delle distribuzioni di Schwartz
(1945), le strutture esotiche di Milnor (1956) e la teoria delle
catastrofi di Rene’ Thom (1964), si arriva fino ai risultati piu’
recenti della matematica contemporanea, come la dimostrazione di Wiles
dell’ultimo teorema di Fermat (1995).
Il terzo capitolo e’ dedicato alla
matematica applicata, e contiene tra l’altro la teoria della
relativita’ generale di Einstein (1915), l’assiomatizzazione della
meccanica quantistica ad opera di von Neumann (1932), la teoria della
probabilita’ di Kolmogorov (1933), la classificazione dei linguaggi
formali di Chomsky (1957), gli invarianti di Jones in teoria dei nodi
(1984).
Infine il quarto capitolo, dedicato alla matematica al calcolatore,
contiene, tra l’altro la teoria degli algoritmi di Turing (1936), la
dimostrazione al computer del teorema dei quattro colori di Appel e
Haken (1976), i frattali e l’insieme di Mandelbrot (1980), mentre
l’ultimo capitolo, riguardante le questioni insolute della matematica,
passa dal problema dei numeri perfetti (300 a.C.) all’ipotesi di
Riemann (1859) e alla congettura di Poincare’ (formulata nel 1904 e
risolta nel 2005 - data successiva alla pubblicazione del libro -
dal
matematico russo Grigori Perelman).
Da matematico, Odifreddi tenta a tutti i costi una classificazione
degli argomenti, che forse a volte appare un po’ troppo arbitraria:
infatti, se da un lato per collocare la teoria delle
catastrofi di
Thom Odifreddi
usa la criptica etichetta “teoria delle singolarita’ ” (probabilmente
adatta piu’ per un sotto-sotto-capitolo di un’appendice di un corso di
geometria algebrica che per un trattato generale come il suo),
dall'altro appare un po' bizzarro e ingeneroso citare la teoria della
relativita’ generale di Einstein come un argomento di “calcolo
tensoriale”, anche se si tratta di una constatazione
corretta dal punto di vista formale.
Da un punto di vista stilistico, nonostante alcune brillanti
divagazioni, Odifreddi preferisce restare
il piu' delle volte su un piano impersonale ed asettico, come si addice
agli scritti di argomento matematico, che in genere non
si prestano a
particolari
interpretazioni personali. Ma quando si esce da un ambito strettamente
matematico non mancano
alcune eccezioni, come quando l'autore cerca di
criticare negativamente (in realta' in
maniera piuttosto pretestuosa) le posizioni
dell’intelligenza
artificiale
da un punto di vista squisitamente intellettuale.
In conclusione, pur non essendo esente da difetti e idiosincrasie
accademiche, questo libro, grazie
allo
stile efficace di Odifreddi, si afferma come una valida introduzione,
per ricchezza espositiva e
grande capacita’ di sintesi, alla matematica moderna e alle sue
molteplici
applicazioni, essendo tra l'altro uno dei pochissimi testi aggiornati
disponibili sull’argomento.
Odifreddi ha un interessante sito web, con saggi e
interviste
- http://www.vialattea.net/odifreddi/